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I bastioni della Natura. Riserve Naturali Regionali Ripari di Giobbe e Punta dell’Acqua


Scogliera di Punta Ferruccio, nella Riserva Naturale Regionale Ripari di Giobbe. Foto F. di Fabrizio

Ortona rappresenta la porta nord della Costa dei Trabocchi, stupendo tratto costiero di circa 70 km nella Provincia di Chieti, dove le colline, segnate dai valloni che arrivano al mare Adriatico, sono caratterizzate dalla presenza di antiche macchine da pesca, i “trabocchi”, e dall’alternarsi di tratti di costa alta e piccole calette che in passato le correnti sottocosta rendevano pescosissime. Conosciuta come città marinara, porto dei Frentani, ancora oggi conserva la sua valenza strategica per quanto attiene le attività commerciali di movimentazione e trasporto delle merci, nonché come porto peschereccio. Segni dell’importanza e della grandezza passata dell’insediamento sono le chiese e i monumenti presenti; tra questi ricordiamo la Cattedrale di San Tommaso, dove riposano le spoglie del Santo riportate ad Ortona da Leone Acciaiuoli, capitano delle tre galee ortonesi che le trasportarono dall’Isola di Kios in Grecia, e il Castello Aragonese, testimonianza della fortificazione costruita da Alfonso d’Aragona dopo che nel 1442-1447 i Veneziani avevano quasi completamente distrutto la rivale. Ortona per la Provincia di Chieti e per la Regione Abruzzo, oltre che per le attività legate al porto e per il turismo, riveste oggi importanza per la produzione di vino che insieme all’olio di oliva sono le colture principali della zona e che caratterizzano, anche paesaggisticamente, l’ambiente che circonda la Città che si erge sul mare dominando il porto sottostante. A nord e a sud del porto e dell’abitato, si ergono come veri e propri bastioni le Riserve Naturali Regionali di Ripari di Giobbe e Punta dell’Acquabella. Le due Riserve fanno parte del “Sistema di Aree Protette della Costa Teatina” individuato con la Legge Regionale n. 5 del 30 marzo 2007 che è anche la legge istitutiva con cui sono nate. Seppur di estensione limitata, entrambe di 28 ettari, hanno grande importanza dal punto di vista ecologico e conservazionistico, in quanto elementi cruciali all’interno di una necessaria riconessione ecologica del territorio della Costa dei Trabocchi. Come confermato da diversi studi effettuati sull’area vasta (de France-sco 2016; Zuzolo 2016) la forte pressione selettiva, da parte di fattori naturali ed antropici, ha comportato un’elevata specializzazione della componente biologica, determinando un numero relativamente alto di specie che coesistono in uno spazio di limitate dimensioni e costituiscono habitat di rilevante importanza ecologica e serbatoi di biodiversità. A livello ecologico, il paesaggio conserva una biodiversità elevata di habitat, seppure spesso con estensione e disposizione di tipo residuale. L’uso prevalentemente agricolo del suolo, sotto forma di colture di ulivi e vigne, ha preservato nel tempo delle importanti permanenze di vegetazione nativa e di interesse biogeografico e conservazionistico. Venendo da Pescara, la prima che incontriamo dopo aver superato il lido Riccio è la Riserva Naturale di Ripari di Giobbe che comprende le falesie di Torre Mucchia, Punta Ferruccio e Punta Lunga e le parti sovrastanti le stesse.

il Castello Aragonese di Ortona visto dal Parco Ciavocco.

Sulle pareti esposte e modellate dagli agenti atmosferici è possibile leggere la storia geologica della Costa dei Trabocchi.Sono infatti qui visibili, meglio che altrove testimoniando la presenza di depositi marini sedimentari clastici, sabbie, argille e conglomerati con l’affioramento di successioni limo-argillose, sabbiose e conglomeratiche (costituite da conglomerati di sabbia e argille sabbiose il cui grado di cementificazione tende a diminuire man mano che dal basso ci si sposta verso l’alto) e prevalentemente arenitiche (costituite dal basso verso l’alto da sabbie di color giallo dorato, ben classate, con sporadici livelli limosi), ad eccezione di alcune piccole aree dove si attesta la presenza di rocce calcaree dure. Tutte le aree sono caratterizzate da costa di tipo bassa sabbiosa intervallate da scogliere alte rocciose, le affascinanti e falesie a picco sul mare. Le coste basse della Costa dei Trabocchi presentano non pochi fenomeni erosivi continuamente in atto, a differenza da quanto si verificava in passato, quando si assiste-va ad un continuo avanzamento della linea di riva dovuto ai materiali derivanti dall’apporto fluviale trasportati in direzione sud-nord e dal disfacimento delle falesie interessate da frequenti frane (fa eccezione della spiaggia di Punta Penna a Vasto che dopo la costruzione del porto è in rapido avanzamento). La costa alta rocciosa è una scarpata con una forte pendenza generalmente priva di copertura vegetale, la cui genesi è dovuta all’azione erosiva diretta o indiretta del mare. Le falesie presenti non superano i 25 m di altezza e sono caratterizzate da scarpate verticali in corrispondenza dei depositi arenitici. In alcune zone si evidenzia l’arretramento della falesia a seguito di processi franosi per crollo, in misura maggiore nell’area di Ripari di Giobbe a causa del continuo degrado degli habitat di falesia. Dalla Riserva di Ripari di Giobbe è possibile accedere alla Via Verde e continuare verso il porto ammirando dal basso il Castello Aragonese al quale si può accedere dalla scalinata che conduce al rione di Terra-vecchia, la parte più caratteristica e che ha conservato di più l’animo marinaro e mediterraneo della città di Ortona. Proseguendo verso sud, superato il porto, si arriva nell’altra Riserva di Ortona, Punta dell’Acquabella, che prende il nome da una Fonte che è ubicata nei pressi dell’antico Borgo dei Pescatori sottostante, decantata anche dal poeta e musicista ortonese Guido Albanese, pronipote di Francesco Paolo Tosti, nei versi della canzone da lui composta insieme a Cesare De Titta, descrivendone le magnifiche qualità. Siamo in località San Donato, noto per la presenza del Cimitero militare canadese, in continuità con la piccola chiesa che da il nome alla località, testimonianza del passaggio della II Guerra Mondiale nel dicembre del 1943, dove sono seppelliti 1.665 caduti nella Battaglia di Ortona.


Coppia di Gruccioni presenti nelle Riserve


Testi di Andrea Rosario Natale e Maria Carla de Francesco. Foto di Andrea Rosario Natale e Fernando di Fabrizio

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