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L’ultimo giardino naturale tra il mare e la terra: "Riserva Naturale Regionale Punta Aderci"

Stralcio dell'articolo pubblicato sul numero 53 di "De Rerum Natura".

A cura di Alessia Felizzi



Punta Aderci all' alba. foto Renato Ventoso


Sono trascorsi solo 22 anni dal febbraio 1998 quando finalmente Punta Aderci venne ufficialmente riconosciuta come area protetta e 16 anni da quando il Comune di Vasto ne ha affidato la gestione. Pur nella consapevolezza delle enormi valenze di questo piccolo tratto di costa naturale nessuno poteva immaginare che potesse collezionare così tanti riconoscimenti in così poco tempo: eletta dalla rivista Vanity Fair tra le 10 spiagge più belle d’Italia, citata da Donatella Bianchi (conduttrice del programma Linea Blu) fra le tre spiagge italiane ancora da scoprire; votata al terzo posto nel sondaggio di Legambiente “La più bella sei tu”. Punta Aderci ha valicato così i confini regionali ed è ormai conosciuta in tutta Italia al pari di storiche zone costiere più famose come quelle della Sicilia, Sardegna e Puglia; così l’Abruzzo verde, noto per l’enorme patrimonio di biodiversità montana, è oggi conosciuto e apprezzato anche per il suo mare grazie anche all’ istituzione di aree protette sulla costa concentrate in prevalenza nella provincia di Chieti; nella sola città di Vasto oltre a Punta Aderci è presente anche la “Riserva Marina di Vasto” che tutela l’altro ambiente dunale della città. Due ambienti miracolosamente scampati alla enorme pressione antropica delle coste e che rappresentano le zone più critiche, soggette a degrado ambientale, sia per gli interessi conflittuali che vi si accentrano, sia per la fragilità tipica di ogni ambiente di transizione. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), gli habitat più minacciati sono le spiagge, le foci e gli alvei dei fiumi, i boschi planiziali, la macchia mediterranea, i coltivi, le siepi e le fasce alberate.



Flora all'interno dell'Area Naturale di Punta Aderci foto A. Di Federico e Alessia Felizzi

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